Tutto si basa sulla credibilità commenti

L’altro giorno a Saronno ho partecipato all’apertura del seminario Libertiamo, ospite d’onore il presidente della camera Gianfranco Fini con tanti altri Senatori ed Onorevoli di Futuro e Libertà per l’Italia.

Alle volte ci lasciamo trasportare dalla passione, dall’ardore, dalla profonda convinzione che il cambiamento sia ancora attuabile, che le cose non debbano necessariamente andare verso una determinata direzione.

A distanza di qualche giorno, i fervori si placano e si riescono a riorganizzare idee e propositi seguendo una sorta di linea temporale necessaria a “giustificare” le varie emozioni e stati d’animo.

Tutto ebbe inizio da quel “dito alzato”, la sopportazione di un berlusconismo ben diffuso tra la società civile e politica era giunto al termine e si diede il via al progetto di FLI – Futuro e Libertà per l’Italia.

Fini si rese protagonista e portavoce di un malcontento diffuso, la selvaggia rappresentazione di individualismi politici, demagogici, fondanti sull’impatto mediatico ancorché privi di sostanza, sembrava essere giunto al termine con un forte riscatto del ruolo della “Politica” nei confronti della “politica”.

Da quello slancio, da quella meravigliosa incarnazione di passione, ardore e voglia di riscatto, si iniziarono a raccogliere i primi consensi, le prime iscrizioni ed a mettere le basi per un nuovo partito che andasse un po’ contro corrente, scardinando quegli opportunismi politici grazie all’adesione al movimento di diversi esponenti tra onorevoli e senatori.

Senza di loro, oggi, non saremmo sicuramente qui a discutere del FLI o di quale sarà il suo percorso prossimo futuro e per questo a voi giunge il mio personalissimo ringraziamento.

Tale premessa era necessaria per quanto segue.

Di quel famoso “dito alzato” oggi non v’è più traccia.

Di quella passione, ardore e voglia di riscatto, oggi non è rimasto più nulla.

E’ demagogicamente e profondamente scorretto acquisire consensi da un strappo passionale per poi tornare fra i ranghi della “politica”,

è demagogicamente e profondamente scorretto prosciugare di forza, ardore e determinazione migliaia di giovani e meno giovani che credevano in un reale cambiamento sulla base delle premesse di cui sopra

ed è altrettanto demagogicamente e tristemente scorretto oggi  tornare a propinarci un ennesimo rimpasto politico fatto di coalizioni, accordi e propositi trasversali tornando a ciò che è la peggiore rappresentazione politica italiana: la cadrega.

Tanto più che gli attori protagonisti di un simile “rinascimento italiano” sono gli stessi che ci hanno condotto alla deriva durante la prima e la seconda repubblica: semplicemente vergognoso ed inaccettabile.

Non ho mai assistito alla nascita di un reale nuovo progetto politico fondato su “vecchi” rappresentanti, non ho mai assistito ad un tale allontanamento della classe politica dalla cittadinanza italiana, non ho mai percepito una tale distanza da quelle che sono le esigenze, le aspettative della “base” rispetto ai propri rappresentanti che per “fiducia” hanno l’onore di poter rappresentare parte del popolo italiano.

Eppure di segnali e campanellini d’allarme ce ne sono stati, così come diventa lampante e palese una forte necessità di ricambio generazionali tra le fila della rappresentanza politica italiana.

I fischi ricevuti durante l’usuale festa a Mirabello, le continue e crescenti difficoltà verso pseudo stagioni congressuali e di tesseramento che hanno visto protagonisti “i soliti noti” già forti di un trascorso politico avendo un determinato riscontro elettorale.

Ed ancora, la totale assenza di forza da parte dei nostri attuali rappresentanti che troppo spesso e troppe volte si sono visti offuscare nell’ombra di altri sicuramente meno capaci, ma che avevano acquisito una sorta di “diritto d’onore” a dover o poter parlare a nome del movimento.

La totale assenza e carenza di persone carismatiche, di un progetto politico realmente nuovo, di una chiara linea Politica univoca su tutto il territorio nazione, la continua e costante ricerca di apparentamenti risalenti a logiche vecchie che ormai non ci sarebbero dovute più appartenere, matrimoni di facciata palesatesi con divorzi lampanti nei fatti… potrei continuare quasi all’infinito

Passo dopo passo, Futuro e Libertà ha dimostrato nei fatti di non essere un progetto politico nuovo, bensì la migliore rappresentazione possibile della peggiore politica italiana, peccato che sussiste un profondo ossimoro tra ciò che è la base del FLI e ciò che FLI oggi rappresenta.

La “base”, così come amo definirla in quanto profondamente convinto che la politica debba ripartire dal “popolo” per potersi definire realmente rappresentativa, ha sempre e soltanto chiesto chiarezza, trasparenza nelle decisioni, forza e determinazione, tutti aspetti che sono venuti totalmente meno.

La “base” ha chiesto, chiede e pretende che alcuni provvedimenti vengano attuati con “scadenza ieri”, ne cito solo alcuni per semplicità con brevissime motivazioni.

  1. Riduzione drastica dello stipendio dei nostri rappresentanti.

Ancor prima di richiedere sacrifici – giusti ed oggettivi vista la contingenza della situazione – a tutti i cittadini, sarebbe stato sicuramente apprezzato, logico e se vogliamo “naturale” dimostrare con i fatti che , in qualità di rappresentanti del popolo italiano, la classe politica fatta da persone con animi “nobili” avrebbe dato il buon esempio cercando di ristabilire, nella sofferenza, una sorta di legame con la propria popolazione.

  1. Taglio della spesa pubblica antecedente gli aumenti.

Logica vuole che, prima di affossare il motore pulsante della nostra nazione – cittadini e pmi – si mettesse mano ai reali costi dello Stato quali: strutture, finanziamenti, politica (intesa in termini di  sovrastruttura e rete).

  1. Abolizione di qualsiasi forma di finanziamento pubblico ai partiti.

L’articolo principe della Costituzione Italiana recita “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Il referendum elettorale andava rispettato, questo colpo di spugna è stato a dir poco vergognoso. Giuse o sbagliate che fossero le motivazioni, andavano spiegate e richiamata l’attenzione del popolo italiano.

Tali provvedimenti, seppure magari privi di un reale impatto per il bilancio statale, avrebbero ridato a tutta la classe politica un rinnovato slancio, perché di questo che si tratta, tutto si basa sulla credibilità.

Il Convegno di Libertiamo, che propone idee nuove, innovative, condivisibili e forse davvero propositive – dico forse perché non mi sono mai occupato di economia – manca a causa dei propri rappresentanti quell’attuazione necessaria che deve necessariamente passare per mezzo della politica.

Tale rappresentanza, tuttavia, è strettamente legata al grado di credibilità che il proponente detiene, allora ecco che tutto il castello crolla inevitabilmente venendo meno questo aspetto essenziale.

Perché se il leader di un movimento quale Gianfranco Fini perde inevitabilmente di credibilità e sembra essere sempre più barricato a Palazzo Montecitorio dopo aver dichiarato pubblicamente che le sue dimissioni si sarebbero succedute a quelle di Berlusconi o qualora, tramite un videomessaggio, che la casa di Montecarlo risultasse davvero intestata al cognato – tutte le motivazioni le conosco bene, ma non è questo il punto – si capisce bene del perché si smetta di sognare in quello slancio propositivo verso la “Politica”.

Se poi lo stesso leader discute di una nuova proposta politica stringendo la mano ad un Casini – che ha iniziato la sua carriera politica nel 1980 -oppure ad un Rutelli – per la classe 79 – o rilanciando il messaggio politico di un D’Alema – che risale al 1963 – allora mi spiegate realmente di cosa stiamo parlando se non dell’ennesimo rimpasto politico?

Tutto ciò è detto e scritto da una semplice e comune cittadino italiano, ancor prima che iscritto al FLI.

Mi auguro che le mie parole possano realmente essere prese per ciò che sono, fosse anche solo per spunto di riflessione, ho forse la fortuna e il privilegio di non vivere di politica, pertanto non perdono della loro purezza e ritengo onestà intellettuale.

A.F.

 

 

 

 

Commenti

  1. Enzo scrive:

    Concordo pienamente con lo scritto di A. Fioritto